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" Credo che per conoscere il lavoro di Damiano non si possa prescindere dall'insieme delle sue attività. Essere imprenditore rigoroso ed energetico, collezionista lucido e trasgressivo, designer prepotente ed ironico, artista valente e immaginifico sono un insieme di specificità assolutamente fuori da ogni, peraltro inutile, classificazione. Che siano i graffiti degli anni passati o le opere polimateriche che troppo facilmente si possono etichettare come Dada (il Dada è morto e stramorto e lo è anche il clima in cui nacque e crebbe) Damiano opera come un saltimbanco o un "jumper" in una vertigine in cui i risultati non sono, forse, il fine ultimo del suo essere calato lucidamente interamente in una realtà totalmente disordinata e caotica. Non ha messaggi da diffondere né manifesti a cui aderire. E anche i risultati non sono sempre facili da decifrare. Non c'è un pubblico da accontentare. Non c'è un mercante che stabilisce formati e colori. C'è una poetica mutevole e imprevedibile. In qualche misura un sogno, e un segno, sempre in evoluzione. Lucido e colorato, materico e fuggevole che non può essere limitato e anzi si nutre proprio delle sue continue contraddizioni. Forse Damiano, da uomo pratico, ci aiuta a comprendere la vita o se volete evitiamo di giudicare il suo lavoro secondo una critica usuale.
" Fanco Mello® |
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